Da restalife’s Blog di Carlos Pagliaruolo “a mia visione dell’Irrealismo” Maggio 26, 2009

1- Rivalutare la Natura con l’Arte e l’Arte per la Natura;

2- Amare e sentire la Natura profondamente;

3- Tecnica ben precisa;

4- Equilibrio tra Arte e Natura, tra Natura e Arte
5- Irreale;

6- Amore per la Natura e per la vita;

7- Più luce, più colore, la semplicità nel presentare le cose, tutti gli oggetti e la stessa Natura;

8- Ritorno al passato, per una vita più serena e un mondo più umano.

Se dovessi riassumere il manifesto di Biagio Cardia, metterei subito questi punti come fondamentali per comprendere al meglio ed entrare nell’illogica logica dell’irrealismo. A differenza di qualsiasi altro movimento artistico, l’irrealismo fonda le sue concezioni sulla Natura. Altri sono i movimenti e le onde che hanno esaltato la nostra origine. L’irrealismo in questo caso specifico tende a convivere parallelamente in sintonia con la Natura. Un binomio Natura-Arte e viceversa che rende pura l’idea, chiaro il pensiero. Amare la Natura non è cosa di tutti. Al giorno d’oggi social network come badoo e facebook hanno privato di una coscienza sociale l’individuo, il quale perso ormai nel male della Babilonia, cerca triste la soluzione che purtroppo non troverà mai. La ricerca è sempre quella, l’uomo aspira a trovare pace e serenità, insomma felicità. Questa ricerca però, in questa epoca è troppo lontana. Gli accessori mondani, i lussi, la tecnologia, ormai sono parte integrante di noi, passati da esser un qualcosa in più, a divenire bene primario e mentre prima per passare il tempo magari si coltivava una pianta, ora controlliamo le notifiche su facebook. Con splendide giornate di sole, l’uomo rimane chiuso dentro le quattro mura. La nostra realtà, è andata così oltre da trasformarsi in una brutta irrealtà. E solo noi, con la pittura, la poesia, ed altre forme d’arte, possiamo cercare di rendere questa strana ma abitudinale irrealtà in un qualcosa di piacevole. Come? Alla riscoperta del simbolo, della Natura, e dei misteri che ci svela. Ma non siamo seguaci del maestro Pascoli, esperti in botanica e zoologia, non cerchiamo il meccanismo astrale, contorto, mistico e affascinante attraverso il nostro giovane fanciullino. Cerchiamo solo di osservare, perchè è questo che non sappiamo più fare. Guardiamo, vediamo, ma non osserviamo. I veri piccoli piaceri che la Natura ci offre, tutti quei sorrisi che sputan dopo aver mangiato una ciliegia, una fragola, aver odorato una pesca, tutto quel mistero e quella purezza dell’acqua che scorre e la vista armoniosa dei campi di grano….La Natura è il nostro simbolo. Ed è grazie a Lei, che questo mondo, ormai inquinato, stanco e distrutto ha speranza di rinascere e rifiorire come il loto dal fango. Madre Natura è la nostra Musa. Per quanto riguarda la tecnica precisa (in quanto poesia), non si intende uno schema, un ritorno al classicismo, ma semplicità, armonia, amore, forma, scorrevolezza del linguaggio. Prendere un albero e farne un simbolo puro, dare colore alle parole, evidenziare colori come il Bianco, il Verde o il Blu. Per quanto difficile dare vita alla Natura. Ed è tutto qui il messaggio e spero vivamente con la mia poesia irrealista, di trasmettere quel senso di conforto da parte di Madre Natura, che ogni istante ci colpisce e ci trasforma in essenza.

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