Mostra di Pittura “Ritratti di Donne”

marzo 4, 2016

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Messina: Lunedì 7 marzo 2016, presso il Salone delle Bandiere del Comune di Messina, con inizio alle ore 16.00, l’Accademia Culturale Zanclea di Messina promuove un Confronto delle Idee tra il Pubblico presente e i tre Relatori/facilitatori sul tema “Le Donne Libere”. Introdotto dal dottore Giuseppe Santalco e dai quattro Psicologi in forza alla Associazione “Cicatrici” cortesemente disponibili, dott.sse Cinzia Musicò, Dayana Raffa, Fabriza Strangio, Maria Catena Silvestri, si colloquierà amabilmente tra le Due Parti, mediatori di discussione saranno altresì i Soci Fondatori di Accademia Culturale Zanclea dott. Claudio Sergio Stazzone, artista Biagio Cardia, le dott.sse Giovanna Logiudice, Celestina Martino, Ketty Millecro, Agata Midiri, Tiziana Midiri. Il Confronto farà sua, a cornice pregevole, la Mostra di pittura e fotografia esposta nella prestigiosa Sede medesima, gentilmente concessa dalla Amministrazione Comunale, a cura del maestro Biagio Cardia. La mostra sarà visitabile da Lunedì 7 a Venerdì 11, ore 9.30/12.30 –16.00/ 18.00. Oltre allo stesso Cardia espongono i pittori Natale Zuco, Maria Graziella Raffaele, Tina Piedimonte e l’artista fotografo Davide Cardia. L’incontro avrà termine col rinfresco “Vin d’honneur’ d’omaggio alla Donna.

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comunicato stampaa

luglio 12, 2015

Irrealismoartistico's Blog

RADIO MESSINA SUDFesta di Primavera 2009” il 24 Maggio sui Colli Peloritani Una giornata a contatto con la natura, con visite guidate, degustazioni, mostre ed intrattenimenti musicali. 

L’Associazione “Na.Sa.Ta. – I Sapori del Mio Sud”, coordinata dal Presidente Domenico Saccà, organizza per domenica 24 Maggiola seconda giornata della manifestazione denominata “Festa di Primavera 2009”. L’evento, che si inserisce nell’ambito del progetto “Conosciamo ed amiamo i Monti Peloritani”, si svolgerà presso l’AreaAttrezzata Ziriò a partire dalle ore 8:00 fino alle ore 18:30. Tante le iniziative che si susseguiranno in tutto l’arco della giornata: visita al Parco dei Daini, fiore all’occhiello dei nostri Monti, mostra fotografica sulla flora e la fauna presente nei Peloritani a cura dell’AziendaForestale, degustazioni varie di prodotti tipici siciliani e, per i più volenterosi, escursioni guidate su alcuni sentieri tracciati tra imponenti conifere (pino marittimo e domestico), con possibilità di visitare il Santuario…

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Libro con argomenti ridotti.

luglio 12, 2015

Biagio Cardia

La scuola di Antonello da Messin

Ricerche Biografiche di Biagio CardiaIn Copertina: Salvator Mundi (Cristo Benedicente) 1465/1475, Londra, National Gallery

Curatrice del Testo: Prof.ssa Agata Midiri

Si ringraziano per la collaborazione la Prof.ssa Agata Midiri ed il Preside Prof. Claudio Sergio Stazzone.

PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA

copyright © 2015 by Biagio Cardia

ISBN 978-88-96116-76-0

di Scirè Graziella  Via Università 4

Prefazione

“La Scuola di Antonello da Messina” è la terza opera di esegesi critico- artistica pubblicata da Biagio Cardia ormai definito dagli Storici dell’arte e dai suoi estimatori “l’ermeneuta Antonelliano” per eccellenza non solo per la sua formidabile conoscenza della grandiosa Arte di Antonello da Messina, universalmente apprezzata ed ammirata, ma anche e soprattutto per lo slancio del suo cuore volto alla celebrazione della  condivisa “messinesità”, ovvero di quel particolare senso di orgogliosa appartenenza alla comune radice socio – culturale, dimensione spirituale che nasce, in primis, sostanziandosene, dalla stessa essenza geografica e territoriale, valore avvertito e vissuto umanamente ed artisticamente anche da Antonello che ha voluto rendere omaggio alla sua Messina inserendo in alcune sue opere lo scenario commovente e pulsante d’amore della Falce che la contraddistingue, in lingua siculo-greca “Zancle”, facendo così divenire immortale la sua città natale.

Dai detti presupposti, è evidente che “La Scuola di Antonello da Messina” di Biagio Cardia ha, intrinsecamente, la precipua finalità di onorare l’Umanità e l’Arte del celebre messinese. “La Scuola di Antonello da Messina” fiorisce, pertanto, come prosecuzione dell’iter intrapreso da Biagio Cardia nel mondo artistico Antonelliano proponendo, in questa sua interessante opera, un lavoro certosino di circostanziato recupero di quanti tra i grandi e rinomati Pittori italiani e stranieri, attraverso i secoli, dal tempo di Antonello fino al XIX secolo, hanno subito il fascino compositivo e la tecnica pittorica della sublime Arte del Maestro messinese rimanendone per sempre influenzati. Nel consegnare alla nostra memoria di lettori la meticolosa ricerca stilistico-formale dei lavori di quegli Artisti che diret­tamente o indirettamente hanno appreso la “lectio” dell’arte Antonelliana riversandola poi nelle loro stimate Opere pittoriche e contribuendo in tal modo a perpetuarne il retaggio, Biagio Cardia non trascura di inserire, tra l’altro, anche i loro dati biografici, talvolta incerti o contrastanti per la carenza di notizie. L’Autore, nel tentativo ben riuscito di dirimere le discordanti versioni biografiche relativamente ad alcuni artisti menzionati, riesce a rintracciarne importanti dettagli esistenziali con sul­tando antichi atti notarili ed esaminando le più avvalorate testimonianze storiche, senza mancare inoltre di suffragare le sue tesi con  incrociate  indagini personali desunte dalle numerose pubblicazioni effettuate dai molti Storici dell’arte e dagli Esperti che si sono prodigati in questo campo.

Questo suo “modus operandi” testimonia ancora una volta lo zelo con cui l’Autore conduce i suoi inappuntabili approfon­dimenti e chiarisce ulteriormente la sua “forma mentis” di scrupoloso studioso dell’Arte, elementi indicativi questi che sono alla base del suo bagaglio di conoscenze e della sua formazione culturale nutritasi, nel corso degli anni, di molteplici letture specifiche e settoriali affrontate con passione e attento spirito critico. Dal punto di vista strutturale, “La Scuola di Antonello da Messina” si presenta come un testo organicamente ben delineato per la scelta effettuata dall’Autore di suddividere la materia trattata in capitoli cronologicamente concepiti e sviluppati in forma volutamente sintetica ma mai eccessivamente compen­diosa o riduttiva in quanto essa risulta essere, nello stesso tempo, felicemente esaustiva per quanto attiene la trasmissione analitica dei contenuti artistici essenziali. A rendere ancora più pregevole l’opera contribuisce la cornice illustrativa che la correda: l’ottima selezione iconografica e la pregevole documentazione fotografica, accompagnate dalle puntuali didascalie di riferimento, fungono da supporto esplicativo e trasmettono “de visu” quella particolare intensità emotiva che solo le immagini riescono a cogliere. La collocazione cronologica, l’equilibrata sintesi espositiva e l’attinenza delle valide illustrazioni consentono pertanto al libro “La Scuola di Antonello da Messina” di essere agevolmente letto ed apprezzato sia per l’organizzata struttura temporale che per la sua efficace linearità discorsiva sorretta da un perfetto riscontro iconografico. A Biagio Cardia, dunque, va riconosciuto il grande merito di avere realizzato, nel panorama dell’ esegesi critico-artistica, un’opera che nel suo genere risulta unica per la forte valenza didattica e per gli aspetti rigorosamente analitici con i quali l’indagine è sapientemente condotta. Prof.ssa  Agata Midiri

Presentazione

È rispettoso dell’impegno culturale del Ricercatore che chi si dedica ad una introduzione del lavoro dello Stesso non “sbocconcelli” frammenti della di Lui fatica al fine di infiorettare il proprio dire di “materiale d’accumulo” che prolunghi l’esprimersi di colui che dalla fiducia del Ricercatore è stato chiamato all’opera.

Questa premessa non è oziosa perché, a non farla, potrebbe far sembrare affidata ad una lettura “trasversale” e frettolosa del testo su cui si fa relazione introduttiva il non soffermarsi sull’abbondanza del “materiale” trattato, nella fattispecie in questa nuova pregevole ricerca di Biagio Cardia. Ciò che si apprezza, del Cardia, in questa Sua nuova fatica di ricercatore è proprio la portata – per così dire – di concezione “enciclopedica” del suo lavoro; ma, al contempo, non si può sottacere l’altra “facies” di questo Suo redatto, quella che da sempre ne contraddistingue la conduzione passionale del lavoro: l’amore per Antonello e per il recupero della memoria Antonelliana e la contestualizzazione nel bene e nel male di quanto la Sua ‘ingrata’ patria ha fatto, e non sa oggi fare per Lui. In merito, già in altri miei “sfoghi” scritti ho ricordato, per citarne solo due, come Bologna abbia dedicato a Giosuè Carducci un monumento – tanto per giocare con le parole – monumentale, e come Catania non le sia stata indietro dedicando in piazza Stesicoro (che significativamente i catanesi intendono come piazza Bellini)  quell’imponente monumento a Vincenzo Bellini. Le tom­be, poi, sono di tutto rispetto.

Cosa ha saputo dedicare Messina al suo massimo esponente per antonomasia del proprio genio creativo? Nulla, o, più esat­tamente, per “sbaglio” quella testa di Antonello, che sembrerebbe più rappresentare la sua decapitazione che non il suo genio, collocata sul pianerottolo d’arrivo della prima rampa di scale volgente alla seconda del palazzo Comunale; e dico per sbaglio, utilizzando una disambiguazione del termine voluta­mente poco azzeccata, perché quella testa è lì a rimediare una emergenza storico – artistica dell’ultimo momento: sosti­tuisce infatti la testa del duce che Antonio  Bonfiglio (altro trascu­rato/dimenticato e non da solo, ma in ricca compagnia) era stato incaricato di scolpire e che per le note vicende belliche finì in deposito comunale, sostituita con il capo del detto Antonello realizzato per mano dello stesso mirabile scultore, ricalcando visibilmente i tratti dell’effige ducesca pur raffigurando Anto­nello. La città aveva il dovere cultural – morale di esporre in un   monumento che lo facesse campeggiare sui concittadini e sui visitatori il suo Antonello, e doveva farlo o in piazza Cairoli (dove campeggia invece un quasi prossimo rottame ferroso) o nello slargo-lato monte di piazza Duomo; in difetto: per la seconda volta è Biagio Cardia a edificare il suo monumento – grafico – ad Antonello, questa opera che introduco su Sua richiesta. E alludo alla seconda volta, e qui si tratta del monumento ad Antonello, rifacendomi a quella prima volta della Sua precedente pubbli­cazione, tramite la quale egli innescò una ricerca di scavo della tomba del Maestro, vilmente abbandonata dopo un “fuoco di paglia” da ogni autorità comunale succedutasi. E, quand’anche proprio non la si trovasse, un onorevole cenotafio rimedierebbe al difetto.

Tant’è! A noi! Il lavoro a vocazione “enciclopedica” del Cardia lo sviscererà il Lettore: sarebbe presuntuoso per l’introduttore pretendere di riportarlo in noiosa sintesi invogliando alla pigrizia il Lettore stesso, ma qualcosa va anticipata. Cardia apre con una zelante biografia di Antonello, mentre non trascura di contestualizzarla nel momento storico e nel momento artistico con pertinenti riferimenti all’intero movimento rinascimentale; così non trascura, per altro, di darci accesso – a seguire – alla intera compagine familiare dei de Antonio: il cognome anagrafico di Antonello; ci dà altresì accesso alle tappe evolutive della crescita biologica e cultural creativa del Nostro. Nel contempo l’autore non omette di offrire alla contezza del Lettore i riferimenti sui ricercatori che hanno preceduto questo Suo lavoro, permettendogli di arricchirlo di autorevoli apporti: uno per tutti il La Corte Cailler; ma l’indagine non si ferma all’indagato Antonello, bensì spazia sulla realtà artistica del napoletano mondo dell’arte attraverso le testimonianze del Michiel in particolare sul Colantonio maestro di Antonello, e non solo. Da qui in poi è tutto un aprirsi puntuale – e nessuno ignorando –  sugli artisti dell’epoca, uno per uno richiamati nel loro vissuto, nell’ apporto singolarmente dato e nella produzione personale che, come detto, è qui impossibile sintetizzare: tanti sono e di altisonanti nomi; tutti in richiamo d’appello (uno per tutti Jan van Eyck). Per questa sua vocazione “enciclopedica” il testo sembra assolutamente adatto ad un impiego didattico sugli alunni nella realtà scolare, oltre che rivelarsi un prezioso indispensabile supporto conoscitivo per il ricercatore antonelliano. E vi saltano fuori i congiunti del Maestro messinese: pure essi maestri nell’arte di cui difficilmente si ha notizia, se privi di questo apporto del Cardia.

Impreziosiscono il lavoro per la loro ricchezza d’impiego ed oculata scelta le foto a supporto. Il testo culmina, poi, sul periodo di presenza di Antonello in Napoli, e presso quella  magistrale scuola. A chiusa, il Cardia non poteva non dare sfogo al suo cruccio eterno: la tomba perduta di Antonello ed il lavorio degli “addetti ai lavori” della ricerca di essa, nelle due ipotizzate dislocazioni in particolare, con l’unica ormai quasi certezza che Egli riposasse in Messina, alla quale con la sua indagine il Cardia diede con la Sua precedente pubblicazione una risposta, che quasi certamente non meriterebbe appello vista la pressoché inconfutabilità degli elementi di prova che lui stesso porta a favore di una delle due opzioni. Infine poi, oltre la chiusa, l’autore offre all’interessato Lettore la descrizione e la disamina completa delle opere tutte del messinese de Antonio. Bravo, Maestro Cardia.  Prof. Claudio Sergio Stazzone

Introduzione a cura di Biagio Cardia

            L’Amore per la mia città e il desiderio di conoscere io stesso la storia di Antonello da Messina che ha fatto grande la nostra città mi hanno spinto a riprendere questa lunga ricerca per portare alla memoria artisti contemporanei ad Antonello. Ancora prima del ‘400, Messina è stata tra le più grandi città d’Italia a preparare geni dell’arte che l’hanno resa famosa in tutto il mondo, in particolare a partire dalla scuola di Antonello da Messina, con gli allievi usciti dalla sua scuola. Mentre nei miei precedenti due libri mi sono avvalso delle ricerche su internet, questo ultimo è frutto di studi avviati sui numerosi libri e cataloghi in mio possesso sull’arte del Rinascimento del Quattrocento e del Cinquecento. Questo metodo mi ha permesso di acquisire notizie importanti oltre a darmi la possibilità di ampliare la mia conoscenza non solo sugli artisti inseriti ma anche sulla storia dell’arte nel mondo. Per l’approfondimento mi sono avvalso anche di alcuni volumi rintracciati presso la Biblioteca Regionale Universitaria di Messina, pubblicati nel 1903, nei quali ho trovato documenti più antichi su Antonello e sulla sua famiglia, in particolare nei libri del messinese Gaetano la Corte Cailler e dello storico palermitano mons. Gioacchino Di Marzo.

Tutto quello che bisogna sapere di

Antonello da Messina

Nel ‘400 a Messina, come in tutta la Sicilia, per tutto il secolo, la pittura siciliana rimase in parte legata agli esempi della scuola di Antonello da Messina, diffusa con grande interesse dai suoi parenti artisti e dai numerosi pittori in tutta Italia. Per questo, oltre alla vita di Antonello, ho voluto inserire in questo libro alcune notizie degli artisti che sono usciti dalla sua Scuola e di quanti si sono trovati nel percorso artistico del grande maestro, non solo in Sicilia ma anche in numerose città da lui visitate in Italia e forse persino in Europa. I soggetti citati in questo libro sono artisti e personaggi che in qualche modo hanno legato il proprio nome a quello di Antonello da Messina e alla sua attività artistica, a lui contemporanei e non, attivi nel periodo rinascimentale e nei successivi secoli non solo negli stessi luoghi in cui ha lavorato il Pittore messinese ma anche altrove, sia in Italia che in Europa…………………………………..

Premessa

  Le notizie più importanti su Antonello da Messina, segnalato come “Antonellus de Antoneo”, sono quelle relative alla famiglia de Antonio, che fiorì dal 1267 in poi, dalla quale proveniva il grande maestro Antonello, sicuramente prima dei due fiorentini Giotto e Cimabue morti rispettivamente negli anni 1330 e 1336. Dalla tipografia di Ignazio Russo di Napoli nel 1755 venivano segnalati tre soggetti con il cognome d’Antonio, un Antonello Messanensis del 1173, un Antonello o Antonio d’Antonio del 1267 e un Salvatore d’Antonio o Giovan Salvo padre di Antonello…………………………………………………………………..

La Vita di Antonello

            Antonio de Antonio, detto Antonello da Messina, nasce a Messina nel 1430, nella contrada detta dei “Sicofanti”, oggi la “Rampa Operaia”, accanto al Monastero “Monte Vergine” di via XXIV Maggio, dove muore nel Febbraio del 1479, a 49 anni; se andiamo però ad analizzare tutte le notizie date dagli storici dell’arte è importante a tal proposito fare dei “chiarimenti”: infatti, sulla base dall’anonimo Autore delle Memorie dei pittori messinesi e degli esteri, che in Messina fiorirono dal secolo XII sino al secolo XIX, stampato a Messina nel 1821, presso Giuseppe Pappalardo, si suppone che Antonello sia nato nel 1421, e ancora, il cavaliere Puccini lo crede nato addirittura nel 1414.

(FOTO) Jean Francois Ducq 1820, Antonello da Messina entra nello studio

di Jan van Eyck (Bourge-en Bresse).

            Anche se molti sono gli errori del Vasari a detta di tanti altri studiosi, sicuramente le date sono state confuse tra il manoscritto originale dello stesso Vasari del 1550 e la copia stampata 18 anni dopo. Supponendo che Antonello sia nato nel 1414, sarebbe potuto andare nelle Fiandre nel 1438, all’età di circa 24 anni, quando Jan van Eyck era ancora vivo ed in condizione di poterlo istruire sulla maniera di dipingere ad olio. Da tutto ciò il Puccini stabilisce che il pittore messinese sia morto nel 1493, quindi all’età di settantanove anni e non quarantanove, tutta una incertezza di trascrizione di date. Nel museo di Berlino troviamo un suo ritratto virile con la data del 1445, ed in quello di Anversa una tavola rappresentante il Calvario segnata: “Antonellus Messaneus Me O. (oleo) Pinxit 1445” d’allora in poi non si trovano più date sulle opere fino al 1457 per poi passare al 1470…………………………………………………………………..

 (Item volo et mando quod cadaver meum seppelliatur in conventu sancte Marie de……….…)

La Famiglia

            Della famiglia di Antonello si sa che già dal 1117 era una delle famiglie illustri della città. Il padre di Antonello, Giovanni Michele de Antonio, fu un modesto scalpellino e la madre si chiamava Garita (forse diminutivo di Margherita)………………………………………..

            De Antonio o d’Antonio sono indicati i membri della famiglia cui appartenne il pittore Antonello da Messina, come hanno potuto precisare le ricerche condotte all’inizio del 1900 negli archivi notarili messinesi da Gaetano La Corte Cailler storico messinese e da mons. Gioacchino Di Marzo di Palermo……………………………

(FOTO) Litografia del Porto di Messina

Ma è innegabile che il suo cognome fu proprio de Antonio, come vie

(FOTO) Resti di antico monastero Santa  Maria di Gesù Superiore, Messina.

ne attestato in tutti i documenti rinvenuti a Messina, segnalato come “Magister Antonellus o Antonius de Antonio, pictor, civis Messane”;

infatti, con lo stesso cognome non vengono segnalati altri familiari se non per ultimo quel Magister Joannes, Salvus de Antoni o de Antonio, in documenti messinesi segnalati dal 1493 al 1522………………………………………………………………….

(FOTO) Brigantini e barche nel Porto di Messina dipinto di Philip Hackert.

Tutto questo, però, non prova che il nonno di Antonello fosse messinese o nato a Messina, anche se Caio Domenico Gallo è stato smentito da altri storici quando ha scritto che è nato da genitori di Pistoia. Infatti si segnalano diversi pittori con il cognome d’Antonio provenienti dal centro Italia. Questo ci porta a pensare che la famiglia di Antonello avesse possibili vincoli con altri d’Antonio della Toscana………………………………………………………………….

            Antonello da Messina l’Uomo e l’Artista

Tutti gli storici parlano di Antonello inserendolo tra i migliori artisti del tempo, il rinnovatore dell’arte rinascimentale del Quattrocento. Spesso molti si chiedono come sia possibile che un “Uomo del Sud” abbia potuto superare tanti altri pittori del suo tempo. Accanto alle indubbie capacità di Antonello è certo che abbiano contribuito le condizioni sociali e le possibilità finanziarie della famiglia del pittore, a partire dal nonno Michele, proprietario di un brigantino, forse commerciante e navigatore; poi l’ambiente familiare di artisti, tra i quali il padre Giovanni scalpellino e scultore. Importante  fu inoltre la decisione dei genitori di Antonello che, ancora all’età di 15 anni, lo inserirono nell’ambiente artistico inviandolo a Napoli presso il maestro Colantonio………………………………………………………………….

Foto della presentazione libro “La Scuola di Antonello”

luglio 12, 2015
Opere dedicare ad Antonello realizzate da Biagio Cardia

Opere dedicare ad Antonello realizzate da Biagio Cardia

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“Irrealismoartistico” Artisti di San Severino Marche espongono a Messina.

ottobre 21, 2009

locandina collettiva "Irrealismoartistico"Messina. Importante evento nella città dello Stretto, Sabato 24 Ottobre 2009 alle ore 17.30, la vernissage sarà presentata della Prof.ssa Teresa Rizzo. Collettiva dei Soci Associazione la “Tavolozza” di San Severino Marche (MC), presso Palazzo Zanca, Salone delle Bandiere Comune di Messina, con la collaborazione dall’artista messinese Biagio Cardia. L’iniziativa, promossa dal Movimento “Irrealismoartistico” fondato nella città di Messina, per suggellare il gemellaggio delle due Associazioni, dopo che: nel mese di Giugno 2009, dietro invito del presidente dell’Associazione la “Tavolozza”, il presidente cav. Giovanni Florio e dell’Artista Pasquale Torchia, un gruppo di artisti provenienti da diverse città, sono stati ospitati in una collettiva gestita dallo stesso Cardia, presso la loro sede. L’organizzazione della collettiva, curata dai soci, prevede un catalogo con una nota, di presentazione, dei rispettivi Sindaci. Nella mostra che rimarrà aperta fino alle ore 20.00 di  Venerdi 30, sarà possibile visitare opere di Pittura e Scultura, degli artisti: Adriana Antonini, Elio Antonini, Livio Bellabarba, Tiziana Cameli, Angela Catolfi, Eliana Della Mora, (Eliden), Giovanni Florio, Graziella Gattari, Maria Teresa Maccari, Annunziata Mariani, Marisa Rocci, Beatriz Seitour Sulma, Pasquale Torchia (Pascal 55), Simone Veroli, Alfredo Zagaglia. La manifestazione, offre l’opportunità di evidenziare lo studio della natura e del paesaggio attraverso le opere di pittori che si propongono la rivalutazione del rapporto tra Natura e Arte. Un avvenimento quindi che, riconfermerà l’utilità di scambi culturali che determinano flussi artistici utili e necessari al progressivo avanzamento delle rispettive comunità. Dalla nota del Sindaco di Messina, apprendiamo che: è certamente questo un aspetto che intende evidenziare, nel sottolineare l’impegno ed il lavoro dei promotori di tale gemellaggio artistico, proprio in una stagione in cui la città pur con difficoltà naturali e pesanti continue emergenze, riacquista coscienza del proprio ruolo e guarda con coraggio al proprio futuro. Un futuro che passa anche dalla valorizzazione di  percorsi culturali  e dal recupero di memorie necessarie a definire prospettive per il rilancio della città.

luglio 22, 2009

Comunicato Stampa

luglio 7, 2009

 

 San Severino Marche “Arte e Natura” Collettiva del Movimento “Irrealismoartistico” di Messina 

 Con il patrocinio del Comune di San Severino Marche (MC), interessante mostra collettiva di pittura, dall’11 al 25 Luglio 2009, organizzata dal Movimento “Irrealismoartistico” di Messina, dal titolo “Arte e Natura”, promossa dall’artista messinese Biagio Cardia. Forte del successo e grande consenso di pubblico nelle precedenti manifestazioni, ancora una volta l’organizzazione, passa oltre lo Stretto, per raggiungere San Severino e mettere in mostra, presso l’Associazione “La Tavolozza”, opere di artisti provenienti da diverse città, grazie anche all’impegno del presidente Giovanni Florio e dell’artista Pasquale Torchia, che saranno presenti nella mostra, con le loro opere. La città di San Severino Marche trae le sue origini dall’antica Septempeda: colonia e municipio romano, importante per la posizione sulla via che collegava l’Adriatico alla Flaminia, a questo periodo risalgono sia le numerose chiese gotiche visibili in città e nel territorio, sia le opere lasciate dalla locale scuola pittorica. Il monumento più vistoso della città è la grande piazza porticata, dall’insolita forma a fuso, su un lato si trova il teatro Feronia, opera dell’architetto settempedano Ireneo Aleandri che lo fece costruire nel 1827 sulle rovine di un teatro ligneo settecentesco. Oggi è uno dei più importanti centri turistici del maceratese. Alla vernissage di Sabato 11 alle ore 17.30, saranno presenti le autorità cittadine, la pittrice e critico d’Arte Teresa Rizzo di Messina che, oltre ad esporre le sue opere insieme ai partecipanti, illustrerà il catalogo con una sua presentazione. La mostra, sarà occasione per gli artisti selezionati e mettere a confronto le diverse culture artistiche e culturali. Oltre agli stessi promotori del Movimento che, nel 2005 hanno sottoscritto il Manifesto: Biagio Cardia, Maria Graziella Raffaele di Catanzaro e il pittore Zuna (ME), si potranno visitare le opere di altri venti pittori: Alessandra Antonini, San Severino Marche (MC). Elio Antonini, San Severino; Vittoria Arena (ME); Livio Ballabarba, San Severino; Franco Cappelli (Pistoia); il maestro Giuseppe Cascella di Nocera Inferiore (Sa); Angela Catolfi di Treia (MC); Antonia Eleonora Cavalieri, Canicattì (TR); Marco Cordaro (PA); Il maestro Carmelo Dinaro (ME); Marcella Gemelli (ME); Maria Irene Maccari, Muccia (MC); Annunziata Mariani, Muccia (MC); OKKINO, (ME); Claudia Piccoli di Latina; Tania Triolo (ME); Maria Ventura, di Gela (CL); Gaetano Villeggiante, Reggio Calabria. Alfredo Zagaglia, San Severino. Artisti selezionati che, hanno al loro attivo la presenza in diverse collettive e personali di pittura, in mostre nazionali e internazionali. www.irrealismoartisti.it; irrealismoartistico@gmail.com;

presentazione della mostra.

giugno 24, 2009

 

Presentazione: Prof.ssa Teresa Rizzo

                   L’Irrealismoartistico nel segno dell’Arte e dell’energia della Natura

Nel binomio Arte e Natura, il fondatore del Movimento “Irrealismoartistico”, pittore Biagio Cardia propone, ancora una volta, il suo modo di “fare Arte”. Dall’“amoenitas situs” fa dipendere  la scelta del luogo, dove realizzare ogni  mostra artistica, che nel suo “progetto” trova riscontro in un ambiente di particolare bellezza naturale, ben disposto ad aprirsi all’ospitalità ed alla ricezione più idonea a facilitare occasioni d’incontro tra artisti che condividono il mondo di ricerca nella  Natura con l’Arte e l’Arte per la Natura. La città di San Severino Marche, dall’11al 25 luglio 2009,  è sede privilegiata della mostra collettiva “Arte e Natura”. Questo ridente Comune agricolo-commerciale, che si eleva lungo il percorso dell’antica via Septempeda, a pochi chilometri da Macerata, fin dalla nascita della sua gloriosa storia, è riuscito a costruire una “sua identità” che sottende un insieme di relazioni che legano i suoi abitanti all’ambiente naturale. L’amenità del luogo corrisponde alla finalità della manifestazione che mira ad accostare le espressioni visive più recenti con quelle del passato, con un interessante riconoscimento del sito e, nel contempo, divulgare la capacità artistica e simbolica di tutti gli artisti noti ed emergenti, di diversa espressione e provenienza. Presentati dal movimento “Irrealismoartistico” la loro partecipazione rappresenta un’importante occasione per un confronto diretto con i numerosi operatori del mondo artistico-culturale (artisti, critici, galleristi… o semplici visitatori) della nostra penisola. La diversità degli artisti partecipanti, che accede in sinergia attraverso un processo di relazione e di creatività all’insegna dell’Arte contemporanea, vuole  figurare come giusta cornice alle straordinarie bellezze del paesaggio di San Severino Marche, ben rappresentate dal valore del suo patrimonio artistico e monumentale, ricco di riferimenti storico-culturali. Da sempre, questa accogliente località favorisce influenti scambi di esperienze e modi di essere, che esaltano la quotidianità dell’ambiente, per meglio comprenderlo nell’interscambiabilità di natura e cultura. Come “identità ritrovata” che passa simbolicamente lungo “un viaggio” di grande sensibilità, in cui passioni, emozioni, memorie di tutti s’incontrano con i miti, le leggende, la storia del territorio fino a penetrare in fondo all’energia naturale ed alla conoscenza delle sue radici e dei gloriosi valori di prestigiose personalità, che tutt’ora nobilitano il suo Comprensorio e tutta la nostra società.  

Mostra Colletiva Nazionale di Pittura “Irrealismoartistico” a San Severino Marche:

giugno 24, 2009
Catalogo Mostra

Catalogo Mostra

estemporanea di pittura di Biagio Cardia a Castanea (ME)

giugno 12, 2009